Perdita di peso per i sopravvissuti all ictus

Questo consente di salvare vite e di limitare la comparsa di disabilità.

Ogni anno mila nuovi casi e quasi un milione di italiani è invalido dopo la malattia. In Italia la situazione non cambia e ogni anno si registrano almeno In Italia, sottolinea il Rapporto, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa Anche a livello regionale e stato registrato un andamento in discesa tra il e ildifferente fra regione e regione: la mortalità per malattie cerebrovascolari e risultata particolarmente elevata in Sicilia e Campania, sia per gli uomini che per le donne, mentre più bassa e risultata in Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia.

Ictus Ischemico

Le Regioni con perdita di peso scafo nhs basso tasso di ospedalizzazione sono risultate per gli uomini il Friuli Venezia Giulia ,9x La prevalenza di tutte queste condizioni e risultata maggiore nelle persone con scolarità più bassa elementari e medie rispetto a coloro che avevano scolarità superiore diploma o laurea.

I fattori di rischio possono essere distinti in: fattori demografici età, sesso ; fattori di rischio intermedi pressione arteriosa, colesterolemia, glicemia ; abitudini comportamentali fumo, consumo di alcool, alimentazione, esercizio fisico.

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I fattori del primo gruppo non sono modificabili; quelli del secondo possono richiedere un trattamento farmacologico oltre che misure preventive; quelli del terzo gruppo possono avvalersi di modificazioni dello stile di vita. La cessazione del fumo di sigaretta riduce il rischio di ictus, pertanto e perdita di peso per i sopravvissuti all ictus nei soggetti di qualsiasi età e per i fumatori sia moderati che forti. E importante mantenere un peso corporeo salutare.

Il riconoscimento e la terapia del diabete mellito, unitamente al miglior controllo della glicemia a digiuno e post-prandiale, sono indicati per la riduzione del rischio di ictus.

Questa prima fase di riabilitazione in genere avviene in ospedale, ma ovviamente si valuta caso per caso. Anche se alcuni pazienti possono recuperare rapidamente, molti hanno invece bisogno di assistenza a lungo termine per la riconquista della maggior indipendenza possibile e questo processo di riabilitazione dipende dai sintomi presenti e dalla loro gravità.

Solo un terzo dei pazienti e consapevole di essere colpito da ictus e la maggior parte dei pazienti non conosce i possibili segni o sintomi del danno cerebrale. Per questo motivo e opportuno migliorare la capacità dei cittadini di riconoscere o sospettare questo tipo di evento.

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In questo contesto è prioritario promuovere sani stili di vita, considerato che gli studi epidemiologici condotti in questi anni hanno dimostrato la reversibilità del rischio, ossia che, riducendo i fattori di rischio, è possibile ritardare o ridurre il numero di eventi che si verificano nella popolazione.

Una nota dolente che emerge dal Rapporto è che sono ancora poche le Unita neurovascolari sul territorio, a scapito soprattutto delle Regioni del Sud. Dal al sono stati progressivamente autorizzati centri.

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La percentuale di copertura del fabbisogno di centri ictus, secondo il rapporto di 1 centro ogni Invece, tutte le Regioni del centro-sud hanno una copertura insufficiente, con la sola eccezione di Umbria, Abruzzo, Molise, Marche e Calabria. La copertura globale del fabbisogno e del In particolare, per realizzare il coinvolgimento e la responsabilizzazione del paziente, ciascun piano terapeutico dovrebbe essere strutturato a misura del soggetto coinvolto tenendo in considerazione i fattori individuali quali età, eventuali comorbidità, ambiente familiare, ambiente sociale, ecc.

La metodologia del BOD è stata illustrata, oltre che nel lavoro originale 1anche in un recente articolo in italiano 2. In caso di sopravvivenza, quasi sempre il paziente andrà incontro aduna fase di riabilitazione, di durata variabile, da alcune settimane ad alcuni mesi. Controlli incrociati sui database regionali hanno poi permesso di verificare che il numero di casi di ictus non fatali non ospedalizzati risultava trascurabile.

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